16 May 2012 00:00:00
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| The Washington Times |
Out dalla fine di ottobre per la rottura del crociato anteriore sinistro patita nel match perso dai Redskins in casa dei Panthers, il 25enne runningback Tim Hightower, arrivato a Washington due offseason orsono grazie a una trade con i Cardinals, per certo lasso di tempo ha tenuto Shanahan col fiato sospeso - un po' per il lento processo di recupero e riabilitazione a cui s'è sottoposto, un po' per aver giocato a flirtare con i Patriots nel corso del periodo di free agency - ma alla fine ha accettato di tornare al team gestito di proprietà di Dan Snyder per una seconda stagione.
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| Getty Images |
Non disponendo né di un Terrell Davis né di un Clinton Portis, da quando è finito ad allenare gli Skins Shanahan ha testato - seguendo la sempre più radicata tendenza di affidare le corse a quello che in gergo viene definito un "comitato", ovvero non più a un unico ariete bensì a più elementi proposti a rotazione - ogni "paio di gambe" a disposizione; tuttavia è abbastanza fuori questione che Hightower rappresentasse (e ancora rappresenti) l'opzione più gradita all'headcoach in virtù delle sue capacità all-around da portatore, ricevitore in campo aperto e bloccatore all'interno degli schemi zone-blocking importati nella Capitale dalla fucina dei Broncos.
Accanto ad Hightower, la scorsa stagione latore di 321 yards e 1 TD nelle cinque uscite precedenti l'infortunio, si alterneranno comunque i più giovani ed esplosivi (e forse promettenti) Roy Helu ed Evan Royster, entrambi per due volte sopra le 100 yards sul finire dell'ultimo campionato, oltre al rookie Alfred Morris.
Taglia o cuci
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| scout.com |
John McCargo, DT prima scelta dei Bills nel 2006, un nome da protagonista di action movies ma anche un solo start in cinque stagioni a Buffalo e un 2011 ugualmente in sordina ai Bucs, è finito - provvisoriamente, come nuova (e ultima?) chance - nella rotazione difensiva dei Bears tramite contratto annuale.
I New York Giants hanno invece silurato il safety Chad Jones, terza scelta del 2010 - ed ex stella di LSU - mai sceso in campo a causa di un brutto incidente stradale di cui è stato singolo protagonista nel giugno dello stesso anno, dopo che il giocatore ha fallito l'ennesimo esame medico alla gamba sinistra, principale "vittima" del car crash di due anni fa.
Con lo starter Marcel Reese ancora lungi dal firmare la tender "esclusiva" che gli è stata affibbiata, gli Oakland Raiders si sono tutelati raggiungendo un accordo annuale col 27enne (backup) FB Owen Schmitt, quinta scelta dei Seahawks nel 2008, a Seattle per due stagioni (la seconda al lavoro per Greg Knapp, attuale offensive coordinator dei californiani) prima di essere tagliato e dunque pescato dagli Eagles.
Mentre...
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| Getty Images |
...non importa che tu sia un top-player nella tua posizione, o un playmaker letale in ogni cantuccio del campo, o abbia un fisico da eroe della mitologia: se rientri nella categoria "runningback" o "over-30", per ottenere un contratto all'altezza delle aspettative dovrai pazientare e sudare sangue, e soprattutto dovrai quasi certamente piegarti per sopportare il "peso" di una lussuosa tag. Questo è il trend, punto e basta.
Matt Forte e Ray Rice stanno ancora - clamorosamente - aspettando segnali da Bears e Ravens, così come Drew Brees a New Orleans, ovviamente.
Dalle parti di Boston, invece, Wes Welker, nonostante 554 passaggi ricevuti, 6.105 yards guadagnate e 31 TD messi a segno in cinque stagioni con i Patriots, in settimana ha accettato di firmare la tender da 9.5 milioni, sperando che l'ennesimo "buon gesto" lo avvicini un po' di più alla conquista di un contratto che gli garantisca di arrivare verso la chiusura della carriera. Non si dia nulla per scontato, comunque. C'è un'intera stagione davanti, e tutto può succedere.
Record?
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| Getty Images |
Rompersi il tendine d'Achille è una delle peggiori scalogne che possano capitare a chiunque, soprattutto a uno sportivo. Romperselo per due volte nel giro di poche settimane praticamente è una catastrofe degna della Legge di Murphy. Abbiamo già un pretendente al titolo: si tratta del LT dei Philadelphia Eagles Jason Peters, infortunatosi e operato verso la fine di marzo e dunque, a seguito di un incidente domestico (stando alle fonti ufficiali, sarebbe caduto dalla specie di "passeggino" chiamato Roll-A-Bout utilizzato da molte persone costrette temporaneamente a camminare su una gamba sola), re-infortunato e condotto a una seconda operazione allo stesso tendine. Tutto daccapo, dunque, e come minimo altri quattro-sei mesi lontano da ogni qualsivoglia attività sportiva per il cinque volte pro-bowler da Arkansas. Con un altro ex Bills, Demetress (fu Demetrius) Bell, importato apposta per sostituirlo.
Due pillole "giganti"
Otto sul senso del draft
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| US Presswire |
Aaron Ross (CB, 1a scelta), Steve Smith (WR, 2a scelta), Jay Alford (DT, 3a scelta), Zak DeOssie (LB, 4a scelta), Kevin Boss (TE, 5a scelta), Adam Koets (T, 6a scelta), Michael Johnson (S, 7a scelta) e Ahmad Bradshaw (RB, 7a scelta). Questi otto uomini rappresentano le selezioni effettuate dai Giants nel draft del 2007, il primo gestito dal general manager Jerry Reese. Tutti e otto i giocatori sono scesi in campo in una postseason che ha condotto i G-Men alla conquista del Super Bowl sui Patriots.
Tre le conclusioni. La prima: davvero niente male. La seconda: il football non è un "paese per vecchi". La terza: il seme che porta alla nascita di un team di successo viene fecondato quasi sempre in aprile.
Coughlin docet
Lo slogan con cui il coach dei Giants ha accolto i rookie al minicamp "orientativo" successivo all'ultimo draft è il seguente: "Non avrete mai una seconda opportunità per fare una prima impressione". Che valga per tutti noi.
13 May 2012 01:50:00
Wild cats?
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| 212.com |
Rex Ryan può concedersi qualunque cosa, eccetto un fisico da equilibrista. Eppure la sua principale mission sarà quella di recuperare e appiccicare di nuovo i cocci di uno spogliatoio lo scorso anno mandato via via in frantumi dal surplus di ego e frustrazioni presenti, mission complicata per antonomasia ma resa ancor più proibitiva dall'innesto di Tim Tebow alle spalle di un Mark Sanchez costretto ad eccellere sempre e comunque nell'attacco tagliato e cucito da Sparano.
Mistery Bolts
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Per me i Chargers restano un mistero bello e buono. E non mi sto riferendo al disgraziato team arrivato al Super Bowl nel 1994 di cui otto membri da allora ad oggi hanno perso la vita in circostanze disparate e disperate. Mi sto riferendo a quelli scesi in campo la scorsa stagione. Un'infinità di elementi perfettamente collocati "al proprio posto" - coach, franchise quarterback, arsenale offensivo, playmaker difensivi - e un'inconsistenza senza precedenti. Anzi, la solita inconsistenza. Il loro ultimo draft mi ha impressionato: il LB Melvin Ingram, il DT Kendall Reyes e il S Brandon Taylor potrebbero rivelarsi merce dorata nel corso della sgrossatura stagionale. Così come Meachem e Royal, accanto a Floyd e un ritrovato Gates, garantiscono qualità, profondità e freschezza, pertanto non dovrebbero far percepire (più di tanto) l'assenza di Vincent Jackson. L'arrivo di Manning a Denver ha rappresentato forse la "mossa" del secolo a livello di front office; i Chiefs, con la conferma di Crennel, i ritorni di Cassel, Charles, Moeaki e Berry e una solida free agency Poe-trebbero sorprendere, a differenza dei Raiders in piena fase di riformulazione dopo mezzo secolo di gestione Davis. Dal mio punto di vista, comunque, la corona dell'AFC West passerà dritto per il sud della California.
Triello al Sun (Life)...
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| Getty Images |
A questo punto, persi Fisher e Manning e scaricato Brandon Marshall in cambio di un sandwich e sei lattine di birra, la faccenda più interessante relativa ai Miami Dolphins per il sottoscritto è da rintracciarsi nella position battle estiva coinvolgente i quarterback: in uno dei vertici del triangolo, il bistrattato (dalle difese avversarie, a Miami come ai Panthers) ma sufficientemente dotato Matt Moore; in un altro, il redivivo David Garrard, regista stagionato e forse non eccelso ma che, col supporto del giusto ground-game, ha dimostrato di saper vincere (fino ai playoffs) anche in un team "relativamente attrezzato" come i Jaguars edizione 2007; infine, il rookie Ryan Tannehill, oggetto dei desideri da ultima spiaggia di patron Ross che - il caso ha voluto - in Florida troverà il suo ex coach di college Mike Sherman a miniare il playbook.
...e nella Città degli Insonni?
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| seahawks.com |
E non si creda che a Seattle la situazione sarà molto diversa. Matt Flynn è considerato lo starter, ma al riguardo non si hanno garanzie di durata e stabilità sul lungo termine; Tarvaris Jackson, nonostante frequenti passaggi a vuoto, conosce meglio di chiunque altro il modo per far girare l'attacco di Pete Carroll; e il signor Russell Wilson da Wisconsin, a scanso di parametri antropometrici "normali", è dotato di un'indole competitiva e assai reticente alle sconfitte destinata a dare qualche fastidio ai suoi compagni di reparto.
Big Ben ha detto stop
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| steelers.com |
Il centro Maurkice Pouncey da Florida nel 2010 (1a scelta), il tackle Marcus Gilbert - ancora da Florida - nel 2011 (2a scelta), la guardia (del corpo) di Andrew Luck a Stanford David DeCastro (1a scelta) e un altro tackle, Mike Adams da Ohio (2a scelta), nel 2012: che i Pittsburgh Steelers si siano stancati del naso rotto, delle costole incrinate, delle caviglie distorte e delle dita spezzate di Ben Roethlisberger e stiano cercando di prendere provvedimenti?
Occho ai pacchetti
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| AP Photo |
Questi sono alcuni dei reparti "teorici" - appartenenti a team considerati non di primissima fascia - da tenere assolutamente scrutinati secondo il sottoscritto:
- Arizona Cardinals defensive front: DE Calais Campbell - NT Dan Williams - DE Darnell Dockett;
- Tampa Bay Buccaneers offensive line: LT Donald Penn - LG Carl Nicks - C Jeremy Zuttah - RG David Joseph - RT Jeremy Trueblood;
- Carolina Panthers linebackers (a scanso di infortuni): WLB Luck Kuechly - MLB Jon Beason - SLB Thomas Davis (con James Anderson primo nella rotazione);
- Buffalo Bills defensivebacks: CBs Leodis McKelvin - Stephon Gilmore (più Aaron Williams) - Ss George Wilson - Darius Byrd
- St. Louis Rams cornerbacks: Cortland Finnegan, Bradley Fletcher, Jerome Murphy, Janoris Jenkins, Trumaine Johnson.
02 May 2012 10:30:00
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| US Presswire |
Vilma bandito dall'NFL per tutta la stagione
Insomma, il sospetto c'era tutto.Che Jonathan Vilma potesse "raggiungere" coach Payton a bordocampo per tenergli compagnia per l'intera durata del campionato, lo si poteva davvero supporre - o sperare, o temere, a seconda di convinzioni e inclinazioni sportive.Un po' a sorpresa però, di tutti gli oltre venti giocatori chiamati in causa da tutto il materiale raccolto attraverso l'investigazione ufficiale effettuata da parte della lega sul riprovevole programma "pay for performance" (o "pay for injury"), solo quattro sono stati colpiti - e due di essi sono ormai "ex" del team gigliato già da un paio d'anni.
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| Getty Images |
Oltre a Vilma, come detto condannato - con un verdetto oltremodo significativo e "simbolico" nella storia dell'NFL (da più di un punto di vista pare si sia voluto fare di lui un capro espiatorio e uno spauracchio a monito di tutti gli altri trentuno spogliatoi del campionato) - a non giocare nemmeno uno snap ufficiale per i prossimi 16 mesi principalmente per avere direttamente fissato un compenso di 10.000 dollari destinato a chiunque fosse riuscito a estromettere Kurt Warner dei Cardinals dal Divisional, e in seguito un altro premio in denaro del medesimo valore per colui che avesse centrato l'obiettivo di infortunare Brett Favre dei Vikings nel corso dell'NFC Championship nel 2009, sono stati puniti con squalifica e sospensione dello stipendio anche i DL Will Smith e Anthony Hargrove (quest'ultimo finito lo scorso anno ai Seahawks e ora ai Packers), rispettivamente con quattro e otto giornate, e il LB Scott Fujita (ai Browns già da due stagioni) con tre giornate di stop.
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| ngngsports.com |
Oltre alle squalifiche per i quattro giocatori, puniti - usando una terminologia generica - per "condotta nociva", avendo in diversi gradi contribuito all'implementazione del sistema delle taglie negandone poi l'esistenza in occasione delle indagini (intralciandole, di fatto), mi pare opportuno riepilogare in questa sede quelle che sono state le prime sanzioni promulgate da Goodell in merito alla faccenda in questione: oltre alla sopracitata squalifica per l'intera stagione per l'headcoach Sean Payton, Gregg Williams, defensive coordinator di New Orleans dal 2009 (e deus ex machina dell'intero programma) passato in offseason alla corte dell'amico Jeff Fisher ai Rams, è stato squalificato a tempo indeterminato; Joe Vitt, assistente dell'headcoach, è stato bandito dai campi di gara per le prime sei giornate (ciononostante è stato nominato "primo" headcoach ad interim), mentre Mike Loomis, general manager, dovrà stare alla larga dalla squadra per la prima esatta metà della regular season, ovvero otto giornate. In più, la franchigia è stata multata di 500.000 dollari e privata della seconda scelta nel draft appena concluso e nel prossimo. I giocatori avranno ora tre giorni a disposizione per ricorrere in appello. E' certo che avverrà. Come è quasi altrettanto certo il respingimento dello stesso. Goodell vuole che il Bounty Case finisca quanto prima - e per sempre - fra le dead stories dello sport professionistico, e per raggiungere l'obiettivo ha scelto di far cadere tutte (e solo) le teste coronate della squadra che più di ogni altra ha portato all'estremo l'infame giochino. Dopo avere fissato le taglie, per gli adepti del "sistema Gregg Williams" pare sia davvero giunto il tempo di "pagare".
L'unica nota potenzialmente positiva per i Saints all'alba di una stagione sicuramente complicata e "differente" da tutte le precedenti? Con i quasi 5 milioni di salary cap recuperati dalla squalifica di Vilma il processo di rinnovo del contratto di Drew Brees - attualmente blindato con una tag da 16 milioni - potrebbe subire un'accelerazione decisiva.
28 April 2012 15:00:00
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| Coby Fleener / US Presswire |
Dopo la disamina notturna sul primo round, e con nessunissima intenzione di sprofondare il naso sull'ultimo segmento di draft - quando verranno elaborate le selezioni finali, da quarto al settimo round (con buona pace di tutti i "Tom Brady" nascosti fra essi) - mi permetto di evidenziare alcune delle selezioni effettuate fra secondo e terzo round che sono balzate alla mia attenzione. Sperando possano balzare anche alla vostra. Procedo.
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| Getty Images |
Grandi assenti del giovedì, nella notte fra venerdì e sabato anche Broncos e Ravens sono entrati in azione. Nel secondo round, i primi hanno pescato il DT da Cincinnati Derek Wolfe (36a scelta assoluta) e soprattutto il QB da Arizona State Brock Osweiler*, 200 cm abbondanti di passatore con un braccio - si dice - in grado di effettuare qualunque tipo di lancio ma bisognoso di essere sgrezzato e ancora sgrezzato. Se non potrà aiutare la presenza di due mostri sacri come Elway e Manning, allora fra tre o quattro anni potremo battezzarlo fra le "cause perse". Al terzo giro, poi, ecco pescata la spalla dei RBs McGahee e Moreno, ovvero Ronnie Hillman da San Diego State (67a scelta).Per quanto riguarda i Ravens, assolutamente da segnalare l'arrivo - tramite 35a scelta - del OLB da Alabama Courtney Upshaw, da molti ritenuto una prima scelta, da altri troppo lento per diventare un vero rusher pro. Di certo il suo "motore" (come magari il suo cervello) non potrà che beneficiare della presenza di compagni di reparto come Lewis e Suggs.
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| Alligator.org |
Protagonisti assoluti della giornata - grazie ai pick incassati dagli affati fatti con Skins e Bears - sono stati i St. Louis Rams: il WR Brian Quick da Appalachian State (33) è destinato a diventare immediatamente starter; con la 39a scelta è stato poi opzionato il CB Jenoris Jenkins* da North Alabama, ragazzo ultra-problematico a causa di non troppo lontani "rapporti" con la marijuana ma in possesso di un talento da Pro Bowl che, se considerato indipendentemente da tutto il resto, ne avrebbe fatto senza dubbio una prima scelta; con la 50a scelta s'è invece fatto contento Steven Jackson, poiché Isaiah Pead da Cincinnati è uno speedster perfetto come complemento "non invasivo" alla potenza del feature back; nel terzo round, infine va ricordata la scelta di un altro cornerback, ovvero Trumaine Johnson da Montana (65), altro tizio tanto dotato quanto complicato dal punto di vista caratteriale. Insomma, Fisher ha puntato ai playmaker sia per l'attacco che per la difesa, lasciando perdere le linee.
Sempre nel secondo giro, i Colts avranno fatto sussultare di gioia Luck, portandogli a casa l'amico TE Coby Fleener (34), suo bersaglio preferito a Stanford. Altro TE pizzicato nel terzo round, comunque: si tratta di Dwayne Allen da Clemson (64).
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| The Herald-Dispatch |
Percorsi simili per Eagles e Packers, team con un unico pensiero in testa: difesa, difesa e difesa. Phila, dopo il DT Cox, approfittando di due seconde scelte s'è buttata sull'ILB da California Mychal Kendricks (46), chiamato a dare man forte sull'esterno al neo arrivato DeMeco Ryans, e sul talentuoso rusher da Marshall Vinny Curry* (59), perfetto per sostituirsi a Babin e Cole. In più, al terzo round, Andy Reid ha trovato soddisfazione con la scelta del QB da Arizona Nick Foles (88), un "progetto" stuzzicante su cui lavorare mentre Vick si occupa della regia in campo.Il team del Wisconsin, invece, apparentemente sistemata la pass-rush con l'innesto del DE/LB Nick Perry nel primo round, con due trade up sono riusciti nel secondo giro a importare il DT da Michigan State Jerel Worthy (51), anch'egli ritenuto potenzialmente da primo round per le sue doti di penetrazione e run stopping, e quindi il veloce e istintivo CB da Vanderbilt Casey Hayward (62), che potrebbe addirittura allungare la carriera di Charles Woodson portandolo a lavorare da safety.
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| AP Photo |
Strike apparente per i Carolina Panthers, che importano l'acerbo ma "bestiale" tackle da Northwestern State Amini Silatolu (40), destinato a figurare fra i titolari già da Week 1 e con in tasca un potenziale da perenne pro-bowler, e i Buffalo Bills, che con la 41a scelta assoluta fanno del quotatissimo T da Georgia Cordy Glenn* l'erede del dipartito (e attualmente infortunato, presso gli Eagles) Jason Peters. Strike praticamente accertato per gli Atlanta Falcons, che in 55a posizione si ritrovano come manna dal cielo il C/G da Wisconsin Peter Konz - e al terzo giro riescono pure ad accaparrarsi il probabile LT del futuro col pick di Lamar Holmes da Southern Mississippi (91) - e per i Pittsburgh Steelers, stanchi di vedere Roethlisberger zoppicare uno snap sì e uno no e dunque, dopo essere andati a segno col G De Castro, di nuovo a bersaglio col LT Mike Adams da Ohio State (56). Per la cronaca, era dal '68 che Pittsburgh non pescava due uomini di linea offensiva con le prime due cartucce a disposizione.
Tre quasi-prime scelte di linea difensiva per Jaguars, Chargers e Bengals: in Florida sbarca il DE da Clemson Andre Branch, a San Diego arriva il DT Kendall Reyes da Connecticut (49), mentre in Ohio sbarca il DT Devon Still da Penn State (53).
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| US Presswire |
Di assoluta curiosità la "pescata" dei Seahawks, che dopo Matt Flynn via free-agency, con la 75a scelta si portano a casa Russell Wilson*, quarterback di intelligenza e carisma e determinazione e tempra e "visione" rare, autore di una stagione stupenda con i Wisconsin Badgers ma in stand-by fino al terzo giro a causa di una "metratura" tutt'altro che incoraggiante, con 180 cm destinati apparentemente a soccombere dietro linee formate ormai da giganti infiniti.Da "tutto o niente" invece, e forse non ci si poteva aspettare molto di diverso, le opzioni dei Jets, che dopo il DE "incognita" Quinton Coples al primo giro, con la 43a scelta acquistano il WR da Georgia Tech Stephen Hill, straordinario atleta bollato da molti come inconsistente. E come Hill è stato importato per crescere al fianco di Santonio Holmes, il WR da South Carolina Alshon Jeffery è stato pizzicato dai Bears al posto numero 45 per operare sotto l'ala protettrice (?) di Brandon Marshall, fenomeno con dichiarati disturbi di tipo bipolare.Per restare in tema ricevitori, zitti zitti, quatti quatti, i Giants campioni del mondo si sono permessi di chiudere il secondo giro letteralmente "rubando" Rueben Randle da LSU, atleta che non dovrebbe avere molti problemi a far dimenticare Mario Manningham operando da terzo dietro Nicks e Cruz.
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| Oklahoma Athletics |
E ora le scelte più sospette. Ok Blackmon e Branch ma, con tutte le lacune che avrebbero da colmare, siamo sicuri che con la 70a scelta i Jaguars non avessero niente di meglio che andare a pescare il punter Bryan Anger da California?E i 49ers, con un secondo round colmo di ottimi prospetti e con già a disposizione Gore, Hunter e Jacobs, avevano davvero bisogno di fare del RB LaMichael James da Oregon il 61° estratto della ruota?Idem con patate per i Lions, in possesso di un corpo ricevitori da favola ma con seri problemi in settori come linea offensiva e secondaria, eppure tentati al punto da fare del WR Ryan Broyles* da Oklahoma, atleta destinato a restare out almeno fino a novembre dopo un intervento di ricostruzione del crociato anteriore, la loro seconda scelta (54a assoluta).
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| Getty Images |
Chiusura dedicata ai Redskins, per i quali ci si deve necessariamente spingere oltre il terzo round, per la precisione fino al quarto, poiché con la 102a scelta assoluta del draft il team di Washington ha pescato - dopo RGIII - un altro quarterback, ovvero Kirk Cousins da Michigan State. Successivamente alla selezione, gli Skins hanno tagliato dal roster John Beck, facendo di Rex Grossman l'unico regista non-rookie.
26 April 2012 21:30:00
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| Reuters |
L'annuncio semi-ufficiale della "sospensione" (termine più gentile di "abolizione") del Pro Bowl, da sempre discusso e criticato e poco amato, soprattutto dopo la decisione di piazzarlo una settimana prima del Super Bowl, eliminando di fatto la possibilità di vedere in campo nel match d'esibizione i giocatori impegnati nella Big Dance, ha fatto da apripista alla notte del Draft presso la Radio City Music Hall di New York.Io non c'ero, ma ho puntato la sveglia alle 2:00 per poter assistere all'evento e tentare di mettere insieme - previo spropositato consumo di caffè - alcune considerazioni. Eccole.
Il trend è stato assolutamente confermato, con diciotto giocatori selezionati entro il poker di ruoli più gettonato in questa nuova "era" di football: quattro sono stati i quarterback, quattro i ricevitori, tre i cornerback (più due safety, volendo) e sette i defensive end. Tre i runningback però, quando molti pensavano che il solo Richardson sarebbe stato opzionato entro i primi 32 pick.
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| AP Photo |
Considerato l'affare Robert Griffin III concluso da tempo fra Rams e Redskins, sono state ben nove le trade consumate, col flip fra Vikings e Browns (scambiate 3a e 4a scelta) ad aprire le danze, seguito da quelli fra Buccaneers e Jaguars (5a e 7a), Rams e Cowboys (6a e 14a), Seahawks e Eagles (12a e 15a), Bengals e Patriots (21a e 27a) e ancora Broncos e Patriots (25a e 31a), con i Vikings a prendere il posto dei Ravens in 29a piazza in cambio di una seconda e quarta scelta e i Buccaneers a reinserirsi nei giochi ottenendo poi la 31a scelta al posto di Denver, che ha accettato così di saltare il primo round guadagnandoci però un'ulteriore seconda scelta.
Non accadeva dalle annate ’98 e ’99 che due quarterback fossero scelti con le prime due scelte: allora furono Peyton Manning (IND) e Ryan Leaf (SD) e poi Tim Couch (CLE) e Donovan McNabb (PHI)… e Akili Smith (CIN). Se tanto ci dà tanto, dobbiamo dunque pensare che uno fra Andrew Luck e RGIII fallirà miseramente? Già, a priori riesce sempre complicatissimo spingersi così in là. Risentiamoci fra qualche anno.
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| Getty Images |
Le prime due trade non sono state imbastite sulla base di astute strategie di “dare e avere”, ma sulla più pura disperazione: Browns e Jaguars avevano assolutamente bisogno di playmaker, e molto probabilmente hanno centrato nel segno con le selezioni del RB Trent Richardson da Alabama, a detta di molti il migliore portatore dai tempi di Adrian Peterson, e il WR da Oklahoma State Justin Blackmon. E i Vikes, senza sorprese, sono comunque riusciti a portarsi a casa il LT Matt Kalil da USC, l’uomo che cercavano per proteggere il loro “progetto Ponder” e fissare il lato cieco verosimilmente per il prossimo decennio. Più altre tre scelte addizionali. Mica male.La terza, con i Cowboys a concedere la posizione e la propria seconda scelta ai Rams per pescare il CB Morris Claiborne da LSU, è nata dalla volontà di Jerry Jones di lasciare come sempre un segno e, soprattutto, dalla necessità di fornire finalmente alla difesa a uomo “tutta pressione” di Rob Ryan un’ondata di purissimo talento da sviluppare accanto al neo-arrivato Brandon Carr e a Mike Jenkins. Un backfield del genere potrebbe fare la gioia di… Tony Romo.
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Passati al settimo posto e perso Claiborne, i Buccaneers sono rimasti “sulla difensiva” col S Mark Barron, che ad Alabama, sotto le cure di Nick Saban, è diventato il regista della difesa e che ora, nell’NFC South, potrà sbizzarrirsi con i tackle nella run defense e in copertura contro i TE Graham e Gonzalez.
Mentre in ottava posizione Miami poteva forse agire diversamente? Sinceramente no. Ryan Tannehill doveva tornare alla lavagna dell'offensive coordinator Mike Sherman dopo l'esperienza insieme a Texas A&M e il rookie headcoach Joe Philbin era giusto che si trovasse fra le mani un quarterback matricola insieme a cui iniziare la nuova carriera.
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| US Presswire |
Dopo la scelta da parte dei Carolina Panthers della macchina da tackle Luke Kuechly, linebacker da Boston College che mette una pezza a un reparto ultimamente troppo scoperto dai frequenti infortuni dii Thomas Davis e Jon Beason, con i Patriots nella mente e Mario Williams e Mark Anderson già importati per sistemare gli estremi della linea, i Buffalo Bills hanno pescato il secondo cornerback nel giro di cinque scelte: fra non molto il signor Stephon Gilmore da South Carolina avrà le mani pienissime con Welker, Hernandez, Gronk e Floyd. Poi il DT dalle quotazioni in ascesa verticale Dontari Poe da Memphis per il front four dei Chiefs, che all’attacco avevano ampiamente pensato nel corso del periodo di free agency.
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| Getty Images |
Non potevano mancare all’appello delle trade gli Eagles i quali, dopo il do ut des con gli Hawks (un tipico scambio fra pennuti, ndr), in dodicesima posizione sono riusciti a fare proprio esattamente l’uomo che cercavano, ovvero il DT da Mississippi State Fletcher Cox, che nella Wide 9 di Castillo lavorerà davanti al neo-arrivato DeMeco Ryans e al fianco dei rushers Babin e Cole e avrà l’ingrato compito di stringere i nodi di una maglia lo scorso anno troppo slabbrata. E poi serviva una controparte a RGIII in vista delle tante doppie sfide contro gli Skins.
Larry Fitzgerald ha chiamato e i Cards, in tredicesima posizione, hanno risposto: insieme a Fitz, il WR da Notre Dame Michael Floyd potrebbe formare l’ennesimo tandem letale della lega. Kolb (o Skelton) permettendo. E Doucet e Roberts potranno rilassarsi e tornare a lavorare nella posizione che più compete loro, ovvero da ricevitori numero tre e quattro.
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| OG Draft |
Cos'è rimasto per i Rams scesi in quattordicesima piazza? Uno starter immediato trovato nel secondo DT del primo giro, ovvero Michael Brockers da LSU. Oltre alle due seconde scelte in più provenienti dalle trade con Washington e Dallas naturalmente (che fanno tre in totale, per quest'anno), più le due prime scelte già previste sia per il 2013 che per il 2014 - che sono tantissima roba per qualunque team. Fisher conferma di credere nella costruzione attraverso le linee, come pure gli Hawks, sorprendenti però nella scelta del DE/OLB da West Virginia Bruce Irvin, forse il rusher puro più talentuoso dell’intero draft ma in drammatica picchiata a livello di considerazione a causa di seri problemi comportamentali… e legali. Molti lo consideravano una terza o quarta scelta, ma se non altro coach Carroll può dire di conoscerlo bene, avendolo una volta reclutato a USC.Altro DE con la sedicesima scelta: opera dei Jets, che portano a casa la terza matricola di linea difensiva con la necessaria pesca del DE da North Carolina Quinton Coples. Rex Ryan era bisognoso di un cacciatore di teste in grado di impensierire sul serio Brady: se saprà correggere i difetti di inconsistenza del ragazzo, giudicato troppo spesso “invisibile”, forse potrà dire di avere ottenuto ciò che cercava.
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| qisports.com |
Bengals come Browns e Patriots, ovvero in possesso di due prime scelte: con la prima è arrivato il fisico e veloce CB da Alabama Dre Kirkpatrick - e considerati lo stato di salute di Leon Hall, quello mentale di Pacman Jones e quello anagrafico di Terence Newman, oltre che le sfide divisionali poste dagli speedster Wallace (Pit) e T. Smith (Bal), direi che non la si può proprio discutere; con la seconda - la 27a assoluta, dopo la trade con i Patriots, saliti in 21a piazza per scegliere il DE da Syracuse Chandler Jones, chiamato a rimpiazzare il neo-Bills Mark Anderson e i suoi 10 sack - hanno apparentemente preso tre piccioni con una fava, “rubando” ai Ravens orfani di Ben Grubbs il G da Wisconsin Kevin Zeitler e fornendo così al contempo protezione a Dalton e spinta in avanti alle corse di Green-Ellis.
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| Getty Images |
Due domande sulle selezioni di Chargers e Bears. La prima: riuscirà il LB/DE da South Carolina Melvin Ingram a rinverdire i fasti di Shawn Merriman? La seconda: l’arrivo a Chicago del LB/DE Shea McClellin è stato pensato solo per sviluppare l’erede di Urlacher (o Briggs) o anche per fare un dispetto ai Packers, a detta di molti interessati al biondo da Boise State come spalla per Clay Matthews? Nessuna domanda, ma una conferma per i Titans: che in cabina di regia ci sia ancora Hasselbeck o si imponga Locker, l’arrivo del WR Kendall Wright, stella di Baylor insieme ad RGIII, sistema la questione “spalla di Kenny Britt”.
Un quarterback 28enne scelto al primo round? Oh, yes. Opera dei Cleveland Browns che, dopo Richardson, hanno pescato il braccione di Brandon Weeden da Oklahoma State con la 22a scelta assoluta. Giusto non far mancare a Colt McCoy né la carota né il bastone... o il benservito? Difficile pensare a un periodo di sviluppo per "vecchio rookie". Scelta discutibile, quantomeno.
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| buckcardinal.com |
Ai Lions l’onore del secondo offensive lineman del primo round, ovvero il duttile tackle da Iowa Riley Reiff. (prima o poi Jeff Backus cederà il passo); agli Steelers, da anni in difficoltà a livello di “quintetto”, quello di selezionare il terzo, ovvero il tostissimo e intelligente G da Stanford David DeCastro, a detta di molti la più autentica “garanzia” fra tutti - ripeto: tutti - i prospetti usciti dal college californiano. Colui che molti vedevano proprio a Pittsburgh, ovvero l’ILB da Alabama Dont’a Hightower, è invece finito ai Patriots, ancora a segno dopo avere acquisito la 25a posizione dai Broncos tramite un’altra trade. Alla fine dei fatti, New England ha scambiato per due volte, sempre per salire di posizione e sempre con orientamento difensivo. Non poteva essere altrimenti: Super Bowl XLVI docet.
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| AP Photo |
No more Mario Williams a Houston? Per Wade Phillips ecco Whitney Mercilus da Illinois, atleta-sensazione lo scorso anno al punto da affermarsi a livello nazionale come leader nei tackle ma che richiederà allo staff allenatori di Houston più di un sacrificio per sgrezzarne fisico e carattere.
Perso McClellin e fedeli alla tradizionale filosofia del “migliore atleta disponibile” al momento del pick (ma con più di un occhio al bisogno primario), i Packers sperano che sia il DE/LB da USC Nick Perry a fare da rusher-contraltare a CMIII. Se non altro, entrambi provengono dalla stessa alma mater. Dietro di loro, a sorpresa, ancora i Vikings, che in cambio di seconda e quarta scelta hanno ottenuto dai Ravens la 29a scelta per accaparrarsi il secondo safety del giro, ovvero il solido e produttivo Harrison Smith da Notre Dame, che qualcuno aveva pensato proprio per Green Bay dopo il taglio di Nick Collins.
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Il “podio a rovescio” - alludo a terzultima, penultima e ultima posizione - è composto infine da A.J. Jenkins, WR da Illinois scelto a super-sorpresa dai 49ers, evidentemente ancora non soddisfatti dopo gli arrivi di Moss e Manningham a complemento di Crabtree, K. Williams e Ginn Jr, dal RB da Boise State Doug Martin, pescato dai Buccaneers via Broncos (ora in possesso di due seconde scelte) per agire da titolare al posto di Bount, che finirà a fare da complemento, dietro una delle linee offensive più forti del campionato ulteriormente potenziata dall’arrivo di Nicks dai Saints, e da un altro runningback, ovvero David Wilson da Virginia Tech, che ha l'onore di approdare ai Giants campioni del mondo in carica per crescere al fianco di Ahmad Bradshaw colmando il vuoto lasciato da Brandon Jacobs.
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